T02_DIREZIONE DELLO SGUARDO
Secondo step_Controllo della vista
In seguito alla prima riunione, sono emerse le prime richieste di approfondimento (report).
Il secondo step vede la fusione e sintesi delle prime due proposte (1,2) iniziali, in una nuova.
Pull-out(v2.0): Centro diurno che si pone l'intento di promuovere l'integrazione sociale ed inserimento nel mondo lavorativo di soggetti svantaggiati.
Cos'è un Centro Diurno?
Il "Decreto del Commissario ad Acta 14 maggio 2015, n. U00188", nella sezione B definisce il Centro Diurno (di seguito CD) così come segue:
"E’ una struttura intermedia con funzioni socio-sanitarie (socioterapeutiche e socio-riabilitative) in cui si erogano prestazioni e attività destinate a quegli utenti che, pur trovandosi in situazioni gravi e con bisogni di trattamenti socio-sanitari tesi a ridurre tendenze passivizzate, necessitano di mantenere un legame forte con il contesto di vita familiare e/o sociale." (approfondimento)
Il CD è pertanto una struttura funzionale al progetto terapeutico e all’inserimento sociale, sia nelle situazioni critiche che nei trattamenti a lungo termine; svolge una funzione di intermediario tra il ricovero e la cura ambulatoriale, tra un intervento globale e la delega alla famiglia o al contesto sociale di appartenenza.
A chi si rivolge un Centro Diurno?
• Ad utenti in situazioni critiche e/o dismissione dal S.P.D.C. (Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura) o dalle case di cura neuropsichiatriche accreditate
• Utenti inviati per l'osservazione al fine di una maggiore comprensione diagnostica e terapeutica.
• Utenti che necessitano di interventi favorenti il recupero di aspetti comunicativi e relazionali
• Utenti che possono giovarsi di interventi mirati all'apprendimento di attività pre-formative e pre-lavorative in un contesto protetto
Dove si trova l'area di progetto?
Il progetto vede l'intreccio e fusione dei temi precedentemente proposti (vedi qui) confermando l'Area 91 (vedi mappa) come punto cardine.
Breve analisi:
L'area si trova in Via Comasta 47/51 a Roma, in un lotto di terreno utilizzato per molto tempo come deposito di auto-mezzi e attualmente in disuso/abbandono.
Posta all'interno della riserva naturale Parco Aniene e poco distante dal fiume Aniene, vede come principali arterie di collegamento infrastrutturale la Via Tiburtina a nord, Via di Torre Spaccata ad est e il capolinea della METRO B, Rebibbia a ovest, oltre il fiume. L'area porta inevitabilmente con se "lo spettro" della poco distante fabbrica dell'ex-penicellina, e il pensiero che inevitabilmente va rivolto al "caso" migranti che all'interno di essa cercano, ormai da anni, riparo.
Intento:
Pull-out si pone come intento quello di "creare una rete" con le risorse e le competenze offerte dal territorio, consentendone un utilizzo compatibile in termini sociali ed economici volti al reinserimento nella società delle Persone ospitate.
Articolazione del progetto:
Seguiranno ora in una serie di punti -non definitivi- che descrivono l'articolazione del programma funzionale del progetto, e ne restituiscono una prima "immagine" mentale :
L'area vedrà la costruzione al proprio interno di un centro diurno (Living - tbc *2) che non mi aspetto sia formato da un unico blocco sul quale effettuare operazioni "semplici" di scavo, incisione, separazione (...), piuttosto mi aspetto il coesistente di almeno due tipologie di forme;
una più "rigida" che si lascia attraversare ed esplorare al proprio interno da una seconda più "flessibile" in grado di articolare gli spazi comuni (interni ed esterni) e che al contempo diviene elemento di distribuzione verticale e orizzontale.
L'idea della struttura vorrebbe essere -soprattutto- quella di avere spazi comuni interni che possano sembrare esterni, nei quali poter far confluire tutti gli ospiti della struttura, al fine di eliminare ulteriori barriere culturali e sociali, e nei quali poter studiare, leggere, svolgere o assistere a rappresentazioni dei laboratori di teatro-disegno-musica (Creating).
La forma "flessibile" la immagino "nascere" dal fiume Aniene -dal suo scorrere inesorabile e dalla sua "incontrollabilità"- ed evolversi in quella che sarà una delle "infrastrutture dell'acqua" adottate per sopperire alle problematiche legate all'esondazione del fiume Aniene (Infrastructuring), e proseguire all'interno della riserva definendo percorsi ambientali, di servizio e di collegamento sia con l'altra sponda del fiume che per risalire agevolmente verso l'area di progetto (Rebuilding nature).
L'area immagino possa accogliere (coperto/scoperto) un luogo-piazza che possa fungere da cerniera con gli abitanti delle aree limitrofe. Un luogo nel quale poter vendere i prodotti provenienti dal raccolto (Exchange), un'area nella quale poter impiegare gli ospiti delle strutture al fine di (visto il contatto con il pubblico) consentirgli un'ulteriore stimolo in virtù di una riabilitazione proattiva.
Da questo punto si avrà piena visione del terreno adibito a coltivazione (orto-frutta) nel quale saranno impiegati gli ospiti delle strutture.
Prima "esplorazione" grafica sintetica (non necessariamente utile al fine ultimo della progettazione):
Cos'è, una pianta, una sezione o un prospetto?
Non vedo molte differenze....se non fosse per "l'etichetta"
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*1: Il Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura (SPDC) provvede alla cura dei pazienti che necessitano di trattamenti medici con ricovero in ambiente ospedaliero. Accoglie trattamenti volontari o obbligatori, provvede all'assistenza di pazienti in condizioni di emergenza ed è collegato al Pronto Soccorso.
*2: To Be Confirmed
Commissario ad acta: È un funzionario pubblico e viene nominato dal giudice amministrativo nell'ambito del giudizio di ottemperanza al fine di emanare i provvedimenti che avrebbe dovuto emettere l'Amministrazione inadempiente (si dice ad actum, nel caso in cui egli debba emanare un singolo provvedimento).

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